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Ultimo anno della scuola dell’infanzia: si sono perse parti indispensabili? Mio figlio sarà pronto per la scuola primaria?

A seguito della diffusione del Covid e del successivo lockdown delle scuole nel nostro Paese molti genitori ci hanno posto domande come queste: mio figlio come farà ad iniziare bene la scuola il prossimo anno?

Sarà in grado di affrontare l’inizio della primaria, dato che ha perso mesi di scuola finali in cui ci si prepara a questo passaggio? 

Tanti gli interrogativi che i genitori ci hanno posto e a cui vorremmo provare a rispondere condividendo spunti di riflessione e documenti utili. 

I nostri bambini si sono trovati improvvisamente senza scuola. Magicamente è scomparsa, perdendo anche le normali routine dello stare insieme con amici e maestre.

La scuola dell’infanzia è luogo di relazioni, non solo di apprendimento, si pone come un luogo non isolato, ma connesso per essere generatrice di benessere, in ascolto dei bambini e collegata alle famiglie e alla comunità. Non solo punto di riferimento per l’apprendimento.

In questo senso lo spirito che accomuna la Scuola dell’Infanzia, in coerenza con le indicazioni operative del Ministero è innanzitutto quello di mantenere una relazione. Il Ministro infatti ha sollecitato “l’intera comunità educante, nel novero delle responsabilità professionali e, prima ancora, etiche di ciascuno, a continuare a perseguire il compito sociale e formativo del “fare scuola”, ma “non a scuola” e del fare, per l’appunto, “comunità”. Mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combattere il rischio di isolamento e di demotivazione. Le interazioni tra docenti e studenti possono essere il collante che mantiene, e rafforza, la trama di rapporti mantenendo viva la comunità di classe e il senso di appartenenza alla scuola”. Qui il documento completo.

Quindi prima di tutto, la scuola è chiamata a farsi rete, fornire sostegno e non generare ansia da attività! Tenendo conto dell’età specifica dei bambini della scuola d’infanzia, da 3 a 6 anni, lo scopo della didattica a distanza (DAD), in queste difficili settimane, ha avuto due significati prioritari. 

Mantenere vivi i legami e le relazioni (non le le attività e le competenze).

Assicurare l’essenziale continuità del percorso di apprendimento.

Data l’eccezionalità della situazione che ha coinvolto tutti noi è normale che gli interrogativi dei genitori possano travalicare la sfera relazionale e si concentrino su quella “prestazionale” chiedendosi cosa dovrebbero saper fare i bambini alla fine scuola.

Il mio bambino ha perso qualche “pezzo importante” in questi mesi? Come affronterà l’ingresso alla scuola primaria se i prerequisiti scolastici non sono stati affrontati? Elementi di pregrafia e precalcolo saranno tasselli mancanti nel loro percorso scolastico? 

Tanti possono essere i dubbi e le domande dei genitori in merito, ma vorrei rassicurare queste preoccupazioni: gli insegnanti sanno che i bambini che incontreranno a settembre hanno vissuto questa esperienza, essi stessi hanno vissuto la situazione, questo creerà vicinanza emotiva e capacità di connettersi in modo funzionale ad un nuovo inizio. Aggiungerei, a maggiore rassicurazione, che si può trovare conforto leggendo le Indicazioni Nazionali per il curriculo della Scuola d’Infanzia e del primo ciclo di istruzione 2012, che delineano i  traguardi per i bambini uscenti dal ciclo dell’infanzia, traguardi che peraltro sono costruiti e valutati nell’intero triennio scolastico.

“Al termine del percorso triennale della scuola dell’infanzia, è ragionevole attendersi che ogni bambino abbia sviluppato alcune competenze di base che strutturano la sua crescita personale. Riconosce ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d’animo propri e altrui. Ha un positivo rapporto con la propria corporeità, ha maturato una sufficiente fiducia in sé, è progressivamente consapevole delle proprie risorse e dei propri limiti, quando occorre sa chiedere aiuto. Manifesta curiosità e voglia di sperimentare, interagisce con le cose, l’ambiente e le persone, percependone le reazioni ed i cambiamenti. Condivide esperienze e giochi, utilizza materiali e risorse comuni, affronta gradualmente i conflitti e ha iniziato a riconoscere le regole del comportamento nei contesti privati e pubblici. Ha sviluppato l’attitudine a porre e a porsi domande di senso su questioni etiche e morali. Coglie diversi punti di vista, riflette e negozia significati, utilizza gli errori come fonte di conoscenza. Sa raccontare, narrare, descrivere situazioni ed esperienze vissute, comunica e si esprime con una pluralità di linguaggi, utilizza con sempre maggiore proprietà la lingua italiana. Dimostra prime abilità di tipo logico, inizia ad interiorizzare le coordinate spazio-temporali e ad orientarsi nel mondo dei simboli, delle rappresentazioni, dei media, delle tecnologie. Rileva le caratteristiche principali di eventi, oggetti, situazioni, formula ipotesi, ricerca soluzioni a situazioni problematiche di vita quotidiana. È attento alle consegne, si appassiona, porta a termine il lavoro, diventa consapevole dei processi realizzati e li documenta. Si esprime in modo personale, con creatività e partecipazione, è sensibile alla pluralità di culture, lingue, esperienze”.

Competenze non da poco se ci si sofferma a rileggerle immaginando i nostri bambini che in ogni momento attraverso l’interazione imparano a conoscere il mondo emozionandosi ad ogni conquista! 

La bellezza e la portata di questo documento che riconosce i principi psicopedagogici e le scoperte neuroscientifiche degli ultimi anni, pone l’attenzione sui traguardi finali non tanto su attività di prescrittura, pregrafismo o precalcolo, riconoscendo invece un tempo di gioco, meglio se destrutturato e se in natura all’aria aperta, come luogo di apprendimento appassionato nell’età dell’infanzia e funzionale a sviluppare traguardi ed esperienze di questo tipo. Qui il doc completo completo.

Come genitori possiamo osservare i nostri bambini amorevolmente, e nel rispetto delle capacità di ciascuno, sostenerli con gentilezza in queste competenze! 

Possiamo organizzandoci per giocare con loro, sapendo che il gioco è il luogo in cui sperimentare in sicurezza competenze importanti. 

Possiamo metterci alla loro altezza, seguire le loro passioni, certi che l’apprendimento sarà tracciato dalle emozioni gioiose sperimentate nel fare insieme a loro. E queste competenze saranno prerequisito fondamentale ai processi d’apprendimento della scuola primaria. 

Come genitori possiamo accogliere le emozioni spiacevoli che hanno provato per aver dovuto rinunciare a stare con gli amici, i nonni, i familiari e alle libertà che davano per scontate. Possiamo sostenerli emotivamente nella comprensione, mostrando e vivendo con loro anche i lati positivi, accompagnandoli nelle loro grandi conquiste, nei salti di crescita che ci stupiscono e ci fanno sentire sereni nel nostro difficile e bellissimo compito di genitori.

Se state facendo tutto questo, state già facendo un grandissimo lavoro, in cui è fondamentale anche prendersi cura di se stessi, per potersi prendere cura di loro; un impegno che richiede tanta energia per poter facilitare la rielaborazione emotiva di questo incredibile periodo, ma sicuramente il più importante lavoro educativo che un genitore possa fare! #insiemepercrescere_pd

Dott.ssa Alessandra Bocchio Chiavetto

Conduttrice gruppi genitori#insiemepercrescere_pd

Coordinamento Progettualità Psico-Educative ed Intergenerazionali

Consulenze per scuole e famiglie

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