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Premessa

L’insegnante è una professione che libera in chi apprende “ciò che preme dentro” e, poiché a educare concorrono natura e società, l’insegnante è colui che “seleziona l’influenza del mondo”. E partecipa al manifestarsi di ciò che è nascosto. 

Martin Buber, “Discorsi sull’educazione”, Armando Editore, 2009

Il compito del maestro, dell’insegnante o meglio dell’educatore è oggi più arduo che mai. Colui che insegnando aspira a trasmettere nozioni si troverà spiazzato dalla velocità con cui queste arrivano ai suoi allievi, e nulla potrà contro la facilità e velocità di internet e dintorni. Colui invece che, come suggerisce Buber nei suoi “Discorsi sull’educazione” , intende educare il carattere dei giovani che gli vengono affidati, dovrà fare i conti con la relazione. Relazione in cui coinvolge e si coinvolge direttamente e attivamente.

I percorsi che Archè propone, approvati dal MIUR e riconosciuti dalla Regione Veneto secondo il decreto ministeriale n. 90 del 2003, intendono accompagnare tutti gli insegnanti in un percorso di riscoperta del proprio ruolo centrale all’interno della costruzione della persona, riconoscendo la fatica e la bellezza del compito, rendendolo unico e indispensabile, come unica e indispensabile per una crescita sana ed armoniosa è la relazione.  Le professioniste di Archè però lo fanno non tanto parlando dell’allievo e della sua capacità relazionale, o non solo, ma cercando di valorizzare il fare relazione e lo stare in relazione dell’insegnante, offrendo  una opportunità di dialogo e di azione concreta. Parlare ed agire in modo coerente con  i propri principi educativi , co-costruendone di unici ed originali, significa affrontare la relazione con i propri allievi facendone parte, scoprendone il potere trasformatore.

Procederemo per gradi, da un primo incontro di base, ad un approfondimento che permetterà di consolidare quanto sperimentato nel primo incontro. Il tema della relazione e della co-costruzione di un modello educativo efficace e flessibile, rispettoso del sé dell’insegnante e del sé dell’allievo, viene articolato in cinque corsi, più uno, il sesto,  che vuole essere un tentativo di inclusione dello sfondo, i servizi,  in questa ricerca di relazione.

La partecipazione al modulo avanzato è dunque vincolata alla partecipazione al modulo di base, mentre al modulo di base si può partecipare anche senza poi proseguire con l’approfondimento.

Un buon modo per spendere il buono scuola assegnato dalla recente riforma, (richiedete la fattura e/o ricevuta per a rendicontazione) investendo  su di sé,  sul proprio essere educatore e sul proprio divenire insegnante, come risorsa unica e creativa, ponte tra il mondo e le diverse visioni che di esso si possono avere e quel “dentro che preme” dell’allievo, che , non dimentichiamolo, sarà quel “fuori” agito nel mondo come adulto.

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